INTERVISTA PORE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE UMBRIA (03/04/2006)
Il P.O.R.E. intervista il Presidente della Regione Umbria
Maria Rita Lorenzetti
Alternativa testuale: Sig. Presidente, quali ritiene siano le esigenze prioritarie della Sua Regione in tema di politica regionale europea alla luce della nuova agenda 2007/2013? L’Umbria deve irrobustire il proprio sistema di imprese e deve investire molto sull’altra gamba delle proprie esigenze di sviluppo. Da una parte il manifatturiero di qualità, le nostre piccole e medie Imprese che debbono innovarsi sempre di più, mettersi in rete insieme a centri di Ricerche ed alle Università e quindi elevarsi in qualità, insieme anche ad un sistema formativo importante che deve accompagnarle, e dall’altro nel secondo motore di sviluppo dell’Umbria che è la filiera Turismo, Ambiente, Cultura. Su queste due grandi questioni noi utilizzeremo al meglio le nuove politiche di coesione sociale e le nuove politiche per la competitività dell’Europa. L’Umbria ha sempre avuto tutte le premialità e ha sempre speso tutto e bene, così come tutti quanti i Comitati di sorveglianza ci hanno riconosciuto. D. Quali strumenti ha approntato la Sua Regione per meglio cogliere le opportunità di sviluppo e crescita fornite dall’Unione Europea? R. Beh, l’Umbria…..quasi tutto il territorio dell’Umbria è coperto dai Fondi Strutturali, sia i fondi del vecchio Obiettivo 2, i fondi sulla Formazione, Leader Plus, l’Agricoltura, il Piano di sviluppo rurale. Quindi ha utilizzato con vari strumenti di programmazione, concertati sempre con le Associazioni di categoria, con i Comuni, con le Comunità montane, con le Organizzazioni sindacali, azioni strategiche sempre rivolte verso quelle due grandi questioni che sono fondamentali per l’Umbria. Davvero siamo riusciti a costruire obiettivi importanti ed a ottenere buoni risultati. D. Il P.O.R.E. promuove la partecipazione nazionale ai programmi ed alle azioni comunitarie finanziate con fondi tematici. Ritiene che sia un importante strumento con il quale raccordarsi? R. L’innovazione e la competitività del sistema Italia e del sistema Europa è una questione posta dall’agenda di Lisbona. Per poter far questo occorrono professionalità, competenze sia nel pubblico che nel privato, per poter gestire questi percorsi di innovazione. Per le Imprese perché sappiano elevare le funzioni più a valore aggiunto delle stesse ed anche la Pubblica Amministrazione. Penso alle Regioni che debbono sempre di più investire sulle funzioni strategiche, lunghe, di programmazione, in modo tale da avere una visione strategica che collochi la propria Regione dentro il sistema Italia e dentro il sistema Europa. Dunque quell’accordo di Programma siglato quasi un anno fa e questa possibilità del P.OR.E. previsto dall’Unione Europea, che vede insieme lavorare in collaborazione lo Stato, le Regioni e le Autonomie Locali è uno strumento efficace e dovremo renderlo ancora più efficace con maggiori finanziamenti ognuno investendo la parte propria.